Il Senato, con l’ennesimo voto di fiducia imposto dal governo, ha approvato la manovra economica che non da alcuna risposta vera per fare uscire l’Italia dalla crisi economica e sociale. ll Partito democratico, assieme ad altre forze sociali, ritengono il pacchetto dei provvedimenti inadeguato e inefficace a risolvere i gravi problemi. La manovra del centrodestra aumenta solo l’ingiustizia nella distribuzione dei sacrifici, a carico sempre e soltanto dei lavoratori e lavoratrici, delle famiglie e dei pensionati. Il governo è giunto all’approvazione in Senato dopo un balletto disdicevole di proposte e di modifica del decreto del 13 agosto scorso. Un penoso spettacolo, di fronte ai cittadini, all’Europa, ai mercati e al mondo intero, di aggiunte e di repentini dietro front, che altro non sono che la chiara dimostrazione di una maggioranza incapace a governare, sempre più confusa, che non riesce ad avere una visione armonica e articolata di come e dove intervenire per equilibrare la finanza pubblica, per ridare slancio all’economia e creare nuova occupazione, soprattutto in favore dei giovani. Si è arrivati a colpire lo Statuto dei lavoratori introducendo, nella contrattazione aziendale, una delega a derogare senza limiti e senza criteri a norme e dirittti fondamentali, compreso l’art. 18 sui licenziamenti. Ed è per questo che il PD, che ha a cuore il futuro dell’Italia, ha detto fin da subito “BASTA”, proponendo le sue controproposte per fare uscire il nostro Paese “dall’orlo dell’abisso”, a cui ci ha portato la dissenata politica di questo governo e di questo centrodestra.
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MANOVRA INGIUSTA ED INIQUA: LE PROPOSTE DEL PD
Il Senato, con l’ennesimo voto di fiducia imposto dal governo, ha approvato la manovra economica che non da alcuna risposta vera per fare uscire l’Italia dalla crisi economica e sociale. ll Partito democratico, assieme ad altre forze sociali, ritengono il pacchetto dei provvedimenti inadeguato e inefficace a risolvere i gravi problemi. La manovra del centrodestra aumenta solo l’ingiustizia nella distribuzione dei sacrifici, a carico sempre e soltanto dei lavoratori e lavoratrici, delle famiglie e dei pensionati. Il governo è giunto all’approvazione in Senato dopo un balletto disdicevole di proposte e di modifica del decreto del 13 agosto scorso. Un penoso spettacolo, di fronte ai cittadini, all’Europa, ai mercati e al mondo intero, di aggiunte e di repentini dietro front, che altro non sono che la chiara dimostrazione di una maggioranza incapace a governare, sempre più confusa, che non riesce ad avere una visione armonica e articolata di come e dove intervenire per equilibrare la finanza pubblica, per ridare slancio all’economia e creare nuova occupazione, soprattutto in favore dei giovani. Si è arrivati a colpire lo Statuto dei lavoratori introducendo, nella contrattazione aziendale, una delega a derogare senza limiti e senza criteri a norme e dirittti fondamentali, compreso l’art. 18 sui licenziamenti. Ed è per questo che il PD, che ha a cuore il futuro dell’Italia, ha detto fin da subito “BASTA”, proponendo le sue controproposte per fare uscire il nostro Paese “dall’orlo dell’abisso”, a cui ci ha portato la dissenata politica di questo governo e di questo centrodestra.
10 punti manovra PD (clicca per visionare il documento)
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